Intervista ad Alessandro Mele - Presidente de La Cometa di Como, Italia

Alessandro Mele, lei è presidente di La Cometa, una Società Cooperativa Sociale in Italia con sede a Como. Da quanti anni vive questa esperienza e perché ha deciso di aderire a questa iniziativa?
Sono rimasto attratto da Cometa come possibilità di una vita nuova, occasione per costruire un pezzo di realtà sociale dove ognuno può trovare la sua strada ed essere sé stesso. Una “scia luminosa” da seguire nella confusione generale che il mondo sta attraversando. Sono arrivato prima come volontario e sono rimasto per lavoro da più di vent’anni; ho lasciato una carriera promettente nel mondo della finanza perché mi corrispondeva di più vedere rinascere bambini e ragazzi feriti.
Cometa nasce negli anni ’80 da un primo «sì» all’accoglienza di un bambino gravemente malato di Erasmo Figini e sua moglie Serena, sostenuti dal fratello Innocente con la moglie Marina e sempre accompagnati dalla sorella Mariagrazia. Da li è cresciuta una vita che si è sviluppata nell’accoglienza ed educazione. Da incontro a incontro Cometa è diventata una “città nella città”, un luogo dove l’incontro tra uomini testimonia la certezza di un bene comune. Nel 2000 si è costituita giuridicamente come Associazione per dare voce con le istituzioni alla storia iniziata. Da lì l’accoglienza è cresciuta molto rapidamente rispondendo ai bisogni incontrati: dalla rete delle famiglie disponibili all’affido (circa 70) seguite da un’equipe multidisciplinare, sono nati poi un centro diurno che accoglie ogni giorno 150 bambini e bambine fragili o in difficoltà, sostenuti in un percorso di studio e di orientamento disciplinare; la Scuola Oliver Twist con oltre 400 studenti; i minimaster per ragazzi in dispersione scolastica o per immigrati e rifugiati; una falegnameria, un bar bistrot e una pasticceria-panetteria-bar, dove lavorano persone con disabilità e fragilità; due outlet nati in collaborazione con il gruppo Inditex e Oniverse. Oggi più di 1300 persone entrano in Cometa ogni giorno tra beneficiari, dipendenti e volontari.
Quale metodo applicate nel portare avanti queste sfide?
Nello spirito di Cometa ognuno è guardato come un figlio o una figlia a partire dalla sua unicità e per questo accolto, amato e accompagnato alla scoperta di sé e del mondo imparando attraverso l’esperienza, qualunque sia la sua fragilità. L’accorgersi di poter amare un estraneo come i propri figli naturali è stata la scoperta che ha caratterizzato tutti i passi fatti.
Ogni ente ha un suo consiglio di amministrazione? Quanti dipendenti ci sono?
Avete un organo di controllo esterno? L’organizzazione è articolata in base alle possibilità offerte dalla legge italiana per lo svolgimento delle diverse attività ed affida agli organi preposti le proprie responsabilità. Un consiglio di missione poi aiuta a mantenere la coerenza delle decisioni dei cda rispetto allo scopo e allo spirito di Cometa. La gestione gode poi della supervisione di organi di controllo esterno che ne certificano la correttezza sia in ambito fiscale che di visione e strategia, con l’aiuto di personalità di grande spessore del mondo dell’imprenditoria e della finanza.
Quali sono state per voi le sfide e le azioni più importanti negli ultimi tempi nella raccolta fondi in Italia?
Quali iniziative mettete in campo per realizzarla? Il 50% delle attività sono rese possibili grazie alla generosità di tanti che decidono di contribuire all’accoglienza ed educazione di bambini e ragazzi. Le donazioni provengono da persone, aziende e fondazioni con ogni modalità. Organizziamo eventi e campagne di raccolta fondi sempre cercando di condividere lo spirito di Cometa affinché si possa incontrare questa vita. Soprattutto invitiamo le persone in Cometa, poiché è un luogo così unico che è molto più facile farne un’esperienza diretta che vederlo in video o attraverso le parole. Oltre alle cene di beneficenza, per Natale le nostre botteghe realizzano prodotti di alta pasticceria e falegnameria per una campagna dedicata offerta a persone, aziende e fondazioni. Il sostegno poi viene anche dalle iniziative di una rete di amici (imprenditori e famiglie) molto attiva nella filantropia e che promuovono iniziative personali di raccolte fondi: vogliono contribuire a costruire la bellezza di un luogo che nel tempo possa sempre essere una casa accogliente e aperta a tutti, un luogo dove ognuno possa sentirsi a casa.
Quanto è importante per il rapporto con le aziende e le fondazioni?
Come funziona il finanziamento? Dove vedete opportunità di crescita? Alle Fondazioni e alle aziende proponiamo delle partnership per realizzare progetti personalizzati, strutturati e rendicontati, in cui loro possano diventare protagonisti. Un rapporto che indipendentemente dalla vicinanza fisica trova una vera e propria condivisione nel metodo e negli obiettivi: costruire una vera sostenibilità soprattutto per quanto riguarda l’impatto sociale. Il coinvolgimento è molto flessibile e quando possibile, cresce e si sviluppa anche vedendo i nostri spazi e soprattutto le persone che li vivono.
Quali sono i nuovi progetti che COMETA ha in programma e come è possibile sostenerli?
A tutti chiediamo di sostenere un sogno: poter realizzare nuovi spazi e completare questa “città nella città” che possa illuminare con la sua “bellezza” la richiesta di senso che sempre di più tutti hanno per la loro vita. Abbiamo molti programmi con impatto rilevante sui beneficiari, di forte innovazione e con un grande valore esemplificativo, di ispirazione a livello locale e internazionale soprattutto in ambito educativo. L’originale impostazione della formazione che vede nel rapporto con le aziende e nel valore del “fare con”, trova in diverse applicazioni: un metodo che può riqualificare il valore della scuola e della formazione. Per questo la nostra realtà è un centro di eccellenza indicato come riferimento in Europa da Unesco-Unevoc.
Avete già contatti con partner di finanziamento in un altro Paese? Perché dovrebbero sostenere Cometa?
Negli anni abbiamo incontrato molte persone di altri paesi con cui individualmente, o come fondazione o azienda, abbiamo costruito significativi progetti sia per le attività di gestione su accoglienza, educazione e inserimento al lavoro, che per gli investimenti strutturali. Alcuni benefattori e aziende provengono dalla Svizzera, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito, Stati Uniti. Chi incontra Cometa è spesso colpito nel profondo, commosso e desideroso di partecipare in qualche modo a questa storia ma anche di permettere che questo luogo di speranza di una vita più umana, possa rimanere per tutti. Così come anche la possibilità che questo impatto sia a livello internazionale ispirazione di iniziative di accoglienza ed educazione. Per questo invitiamo tutti a questo “incontro”, non esitate a contattarci [email protected] e a passare da Como in Via Madruzza 36. Potete scoprire di più sul nostro sito www.puntocometa.org.